Vi voglio evidenziare alcuni dati riportati nei vari sondaggi sulle intenzioni di voto effettuati a fine 2019, inizio 2020.
1) abbiamo circa un 10% degli elettori che non dichiara ( o non sa ancora) come voterà alle politiche. Il dato del 60% circa relativo all’affluenza elettorale evidenziata nei sondaggi è presumibilmente più basso rispetto a quanti voteranno realmente alle prossime politiche
2) l ‘area del centro sinistra rimane sul 30-35 % se comprendiamo anche le varie formazioni di centrosinistra e di sinistra che oggi sono contro il Governo. L’area del centrodestra viaggia invece sempre vicino al 50% a prescindere degli spostamenti interni tra i diversi partiti.
3) Un sistema elettorale maggioritario premierebbe (senza se e senza ma) il centrodestra sovranista. Un sistema proporzionale terrebbe aperte altre soluzioni sicuramente più complicate e con meno illusioni ideologiche, sia per il necessario rapporto con i 5S, sia per il coinvolgimento dei centristi che non vogliono seguire totalmente il duo Salvini Meloni.
4) L’esperienza di tante elezioni ci conferma che nel centrosinistra, la gestione dello sbarramento e, di conseguenza, del voto utile, non ha sempre favorito l’accordo tra le forze politiche ed evitato la dispersione di voti, e la perdita di fatto di voti che vengono poi recuperati anche dai partiti di centrodestra per una redistribuzione in proporzione al voto ottenuto dai singoli partiti che hanno superato lo sbarramento.
5) In questo momento la capacità di negoziazione tra PD ItaliaViva M5S per una nuova legge elettorale proporzionale che non penalizzi ecessivamente le minoranze del centro sinistra (lo sbarramento al 5% è sicuramente esagerato) é la priorità.
E bisogna fare presto, in caso di crisi del Governo Conte2.
6) Se poi si riuscirà a lavorare almeno per tutto il 2020 con un programma di buon senso condiviso, speriamo che l’esperienza concreta di governo serva a conquistare /recuperare elettori rispetto all’attuale prevalenza del centrodestra.