Breve ricostruzione fatti del periodo Marzo-Dicembre 2018
1) Richetti (portavoce del PD nel periodo sino alle elezioni), lancia a Maggio l’iniziativa Harambee dal significato: uniamoci per fare uscire il PD dalla crisi e con uno sforzo comune facciamolo ripartire. Non c’è più tempo da perdere, restando intrappolati nelle risse tra tifosi di Renzi e dell’antiRenzi, guardiamo a cosa dobbiamo fare nel futuro. A Ottobre si candiderà come Segretario.
2) Zingaretti a Luglio si candida ufficialmente a fare il Segretario del PD in chiara ed esplicita contrapposizione alla gestione Renzi. Segnali di possibile dialogo con i fuoriusciti di LeU. Stranamente arrivano immediate le adesioni di Gentiloni e Franceschini (corrente), esponenti dei Governi a guida PD e sostenitori della maggioranza intorno a Renzi.
3) Intanto Gozi. riferimento in Europa per Renzi, tesse costantemente la tela per una lista aperta transnazionale “liberaldemocratica”, quasi macroniana, da proporre per le Europee. Sembra proprio il progetto del Partito di Renzi che con una scissione post-congresso, in caso di vittoria di Zingaretti, si potrebbe cimentare già nelle Europee.
4) La maggioranza dei sostenitori di Renzi appoggia a Novembre la candidatura di Minniti, il quale pare più accettarla per dovere e spirito di servizio e sino quasi al giorno della presentazione ufficiale di candidati e liste, tiene in realtà un profilo basso, con pochi interventi pubblici, sulla stampa, sui social. Poi la rinuncia dei primi di Dicembre.
5) Si candida a fine Novembre Martina, dopo le dimissioni dal ruolo di Segretario Reggente che ha guidato il Partito in tutti questi mesi, visto che l’Assemblea Nazionale ha deciso di non far svolgere il Congresso con le Primarie prima dell’inizio 2019 (gennaio-Marzo).
6) Su invito di Del Rio e anche di suoi sostenitori (di #Diversamente e di Harambee), Richetti rinuncia alla sua candidatura e si unisce alla squadra di Martina come ViceSegretario. Si aggiunge ai due nomi il +Noi con un chiaro significato di spirito di squadra, di valore della democrazia e della partecipazione degli iscritti e degli elettori.
7) la maggioranza dei parlamentari che avrebbero sostenuto Minniti, decide di unirsi a Martina+Richetti+Noi, per salvaguardare l’esperienza riformista dei Governi PD e per evitare la vittoria dei cosiddetti nostalgici della Ditta, che considerano l’esperienza di questi ultimi anni sostenzialmente negativa.
8) Scende in campo Giachetti (con Ascani) sottiolineando la fedeltà e continuità rispetto a quanto proposto sino al 4 Marzo. Se anche ci sono stati degli errori sono stati marginali.
9) Teresa Bellanova decide di non sostenere nessuno dei candidati ed esplicita la sua astensione.
10) Intanto Renzi è sempre super attivo sui social, in TV, in Parlamento (non è solo un Senatore di Firenze) e lavora parallelamente sull’attivazione dei Comitati Civici lanciati alla Leopolda 2018.
Considerazioni sugli effetti pratici del voto degli iscritti.
Il congresso e le primarie servono proprio per scegliere chi vincerà con il 51% o chi si posizionerà con il maggior numero di delegati alla nuova assemblea nazionale. Sarà comunque importante anche chi arriverà primo tra gli iscritti per influenzare il seguito.
Che ognuno voti con il cuore, certo, ma in politica serve anche lucida razionalità e previsione degli effetti pratici delle proprie scelte.
Ognuno deve anche guardare in prospettiva i risultati di ogni candidato nei circoli : Giachetti, Martina (+Richetti + Noi), Boccia, Corallo, Zingaretti e Saladino.
Quando ci saranno i 3 che vanno alle primarie, i 3 esclusi si asterranno o faranno confluire i voti e su chi?
Emiliano sostiene già da ora Zingaretti e qualcuno dubita su chi appoggerà il suo delfino Boccia?
La politica é anche far bene i conti con la realtà: a volte scegli il meglio, a volte il meno peggio. Cercare il bene e evitare contemporaneamente il male. Non sempre le due finalità coincidono perfettamente.
Chi vota Giachetti quali effetti concreti determina?:
1) E’ oggettivamente un test predittivo con valore statistico qualora Renzi in caso di vittoria alle primarie di Zingaretti ( accompagnato trionfalmente da Emiliano Boccia Cuperlo Orlando ed elettori ex PD (Leu e oltre) Boldrini e D’Alema ecc) vincesse alle Primarie: In questo caso il progetto di scissione con la costituzione del Partito di Renzi (comunque denominato) diverrebbe realtà quasi inevitabilmente, prima delle europee con la presentazione di una lista liberaldemocratica, quella su cui sta lavorando il fedelissimo Gozi.
In questo caso il voto a Giachetti più che una testimonianza di assoluta fedeltà a Renzi (Premier/ Segretario/Leader), diventerebbe il test preliminare per verificare lo spostamento probabile di voti in caso di scissione.
2) Allora viene anche da pensare che la dispersione dei voti su Giachetti e lo scegliere ostinato di non convogliare tutte le forze “renziane” riformiste su Martina/Richetti, come fatto invece da tanti altri, non sia tanto un effetto imprevisto di una scelta più istintiva e “sentimentale”, ma che possa essere in qualche modo stata calcolata strumentalmente per creare una posizione oggettiva di vantaggio per Zingaretti rispetto al vero concorrente politico e di voti che è Martina ( e non sicuramente Giachetti).
E’ la classica “profezia che si autoadempie”: Purtroppo ha vinto Zingaretti e la Ditta, non c’è più posto per noi nel PD e il nuovo partito è una necessità per salvare la nostra mission politica. Non era una scelta preparata a tavolino ma siamo stati costretti dal risultato che ha visto vincenti o primi quelli che sono stati da sempre ( o dal congresso) contro il lavoro di Renzi, quelli che in fin dei conti Giachetti ha sempre avversato molto esplicitamente a viso aperto e con parole aspre.
Considerazioni Finali:
Il destino del PD, se avrà o meno alla fine una forte maggioranza riformista che comprenda anche i renziani e che consenta una gestione unitaria, senza risse esasperate, senza rischi scissionistici e senza ritorni nostalgici, dipende prima di tutto dal voto ben meditato di ogni iscritto.
Uno vale uno davvero, in questo caso.
Buon voto!!!!!