Il Referendum proposto dalla Lega e dal CentroDestra sulla legge elettorale si proponeva di introdurre un sistema totalmente maggioritario uninominale eliminando ogni rappresentanza su base proporzionale. L’iniziativa aveva un carattere puramente propagandistico volto ad attaccare ulteriormente i principi portanti di una Repubblica Parlamentare. Il fatto che il quesito referendario sia stato dichiarato inamissibile dalla Corte Costituzionale era altamente prevedibile: bastava leggere le sentenze più recenti sul tema legge elettorale, in particolare la bocciatura del Porcellum e dell’Italicum proprio per aver ridotto la rappresentanza della volontà degli elettori ridimensionando le quote proporzionali a scapito dei cosiddetti premi di maggioranza. Ora Salvini rilancia demagogicamente sull’elezione diretta del Presidente della Repubblica, vecchio sogno della destra Italiana per stravolgere la nostra Costituzione.
Adesso la strada per affermare un sistema elettorale proporzionale sembra più percorribile. Alcune avvertenze: 1) evitare sbarramenti superiori al 2%: si finirebbe per penalizzare proprio le aree del CentroSinistra e della Sinistra (frantumata in più formazioni politiche) e quella dei Centristi moderati che non vogliono essere inglobati in liste a trazione sovranista. Come si fa a perdere in un colpo solo, per esempio, i voti dei Verdi, dei Socialisti, di + Europa, di Azione? Bisogna costringerli per forza ad aggregarsi in liste “arcobaleno” non per la maturazione di reali processi politici di unificazione ma semplicemente per aggirare lo sbarramento? E le possibili formazioni di moderati di destra o di centristi dovrebbero essere costretti ad aggregarsi a liste e candidati in un’ottica di bipolarismo che non esiste più a livello nazionale? 2) Dopo le elezioni europee Casa Pound ha dichiarato che non avrebbe più presentato una propria lista. E’ evidente che oggi le formazioni di estrema destra possono scegliere di votare direttamente i fascioleghisti di Salvini e Meloni, concordando sostanzialmente sulla linea politica sovranista e indirizzando i propri elettori in modo più o meno esplicito, su alcune candidature più gradite. 3) I voti delle formazioni di centro, centrosinistra e di sinistra che non superassero la soglia di sbarramento verrebbero suddivisi tra i partiti che hanno superato la suddetta soglia in proporzione al voto ricevuto. Quindi la maggior parte dei voti dispersi di queste formazioni, rafforzerebbero paradossalmente proprio la Lega. 4) rifiutare ogni ipotesi di scheda unica per Senato e Camera come nel Rosatellum bis: si finirebbe per coartare la piena espressione della volontà dell’elettore che potrebbe anche decidere di differenziare il proprio voto. 5) ripristinare la preferenza a libera scelta dell’elettore senza il vincolo del listino predisposto dalle Segreterie di Partito